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Economia dellinfinito (Italian Edition)

By Emilio Rocca
   

Pare che gli economisti di fine Settecento non si fossero accorti di quella che oggi siamo abituati a considerare come la più grande trasformazione economica degli ultimi millenni: la rivoluzione industriale. Oggi è in atto un cambiamento forse ancora più radicale e ancora fatichiamo a realizzarlo: la transizione dell’economia da un gioco finito, idea che ha caratterizzato il passato, a un gioco infinito, idea che darà forma al futuro. Economia dellinfinito è un binomio paradossale, ma proprio come l’economia stessa. Non è infatti paradossale che la nostra società progredisca più per opera di individui che hanno a cuore il proprio interesse piuttosto che per opera di chi si propone di farla progredire? Questa osservazione è del padre indiscusso delleconomia moderna, Adam Smith. Un altro grande economista, Joseph Schumpeter, è famoso per aver descritto il processo con cui il capitalismo evolve come una distruzione creativa, coniando così uno di quei binomi paradossali (un altro è ordine spontaneo) che ha segnato la storia del pensiero economico. Paradossale è una proposizione che sembra contraddirsi, essere assurda o contraria alla esperienza quotidiana, ma che esprime in realtà una possibile verità. Viceversa una contraddizione consiste in due proposizioni che non possono essere contemporaneamente vere. Questo è anche un libro che racconta le tante contraddizioni nel nostro modo di pensare l’economia e del loro riflesso sul sistema economico in cui viviamo. Poiché il paradosso è difficile da cogliere per la nostra mente, non ci accorgiamo di agire in maniera incoerente, confondendo spesso i mezzi per i fini e le cause con gli effetti. Per questo motivo critichiamo strumenti come il mercato o il denaro invece di criticare le intenzioni di chi li usa. Passiamo il tempo a lamentarci dei politici e poi chiediamo loro di prendere la maggiore parte delle scelte che influiscono sulla nostra vita, dalla scuola alle pensioni. E quando si presenta un nuovo problema pensiamo che la soluzione sia far scrivere al Governo una nuova legge, delegando sempre la responsabilità allesterno. La contraddizione di fondo, che dalla nostra vita individuale si riflette alla nostra società, è che di fronte ai problemi chiediamo ad altri di risolverli, invece che essere parte della loro soluzione. Accanto a questi paradossi e contraddizioni che accompagnano da sempre la civiltà umana, in questo libro c’è qualcosa di più. Negli ultimi anni, le contraddizioni diventano drammaticamente sempre più evidenti e sono l’origine di una crisi profonda. La finanza, la cui funzione sarebbe quella di ridurre alcuni rischi economici, ha messo a rischio le nostre economie. Gli individui sono limitati a lavorare a causa di imposte e regolamentazioni di una Repubblica che dovrebbe rimuovere gli ostacoli al pieno sviluppo della persona umana. Di fronte alla crisi economica molti economisti e governi rispondono alimentando la sua stessa causa, stimolare artificialmente i consumi e il debito. Come se una famiglia indebitata fino al collo, che già consuma sopra le proprie possibilità, pensasse di salvarsi stipulando un nuovo prestito e comprando di più. Allo stesso tempo, le imprese che oggi hanno successo sono paradossali. Attualmente, il leader mondiale dell’ospitalità (Airbnb) non possiede alcun immobile, il leader mondiale nella telecomunicazione (Skype) non possiede alcuna infrastruttura e il maggiore proprietario di materiale multimediale non produce alcun contenuto (Facebook). L’idea stessa di scarsità viene messa in discussione da quando la rivoluzione digitale trasforma sempre più beni e servizi, da una lezione universitaria ad un progetto di stampa in 3D, in qualcosa di potenzialmente abbondante. In un mondo radicalmente diverso dal ventesimo secolo, le soluzioni ai problemi di ieri potrebbero non essere più funzionali ai problemi di oggi. Questo paradigma emergente presenta infinite opportunità: è l’altra faccia della crisi.

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